Amministrazione Condomini Palermo

Caduta dall’alto nel settore edile di Ing. Marcello Chiri

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

FATTORE DI RISCHIO: CADUTA DALL’ALTO

Il fattore di rischio “caduta dall’alto” è la causa principale di morte sui luoghi di lavoro. Tale rischio è presente in molti settori di attività tra i quali:

  • Edilizia

  • Agricoltura

  • Cantieristica navale

  • Grandi lavori (dighe, viadotti, ponti)

Il diagramma circolare, più comunemente definito “diagramma a torta”, della Figura 1 fornisce i dati statistici percentuali degli infortuni mortali in generale dell’ultimo decennio. Come si può notare ben il 32,5 % delle morti “bianche” sul lavoro è dovuto alle cadute dall’alto.

caduta dall'alto

Il settore edile è certamente quello più colpito da tali eventi mortali. Sia per la pericolosità propria dell’attività che espone molto spesso i lavoratori a tale fattore di rischio, sia per la presenza, in tale settore, di aziende con pochi dipendenti spesso assunti a tempo determinato per il periodo di esecuzione dei lavori.

Le statistiche ci informano che il 71% degli infortuni per caduta dall’alto avviene in aziende edili con non più di 9 dipendenti. Questo dato deve far riflettere sulla “qualità e quantità” della sicurezza sui luoghi di lavoro implementata in tali aziende.

La Regione Sicilia è stata una delle prime regioni, in Italia, a emanare un decreto per arginare “le morti bianche per caduta dall’alto” nel settore edile e qui di seguito si riportano gli articoli più significativi:

ASSESSORATO DELLA SALUTE DECRETO 5 settembre 2012

Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall’alto da predisporre negli edifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza.

Art. 1 Finalità

Il presente decreto intende dettare norme per l’attuazione di misure di prevenzione e protezione da adottare nella progettazione e realizzazione di interventi per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza.

Art. 2 Ambito di applicazione

Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano a tutti gli interventi di nuove costruzioni e ristrutturazioni, così come definiti dall’art. 36 della legge regionale n. 71/78 “Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione siciliana in materia urbanistica” e dagli artt. 5 e 6 della legge regionale n. 37/85 “Nuove norme in materia di controllo dell’attività urbanistico – edilizia, riordino urbanistico e sanatoria delle opere abusive”, nonché alle manutenzioni e installazioni di impianti tecnici, telematici, fotovoltaici, qualora tali interventi riguardino le coperture così come definite al successivo art. 3 del presente decreto.

Le disposizioni di cui agli articoli seguenti si applicano a tutti gli interventi eseguiti su edifici, di nuova costruzione o già esistenti, per i quali è necessario presentare richiesta di permesso di costruire o dichiarazione di inizio attività c.d. DIA (dal 31 luglio 2010 segnalazione certificata di inizio attività c.d. SCIA, art. 19 L. 241/90), qualora tali interventi riguardino le coperture così come definite al successivo art. 3 del presente decreto.

Le stesse disposizioni si applicano anche in caso di interventi edilizi da eseguire in sanatoria ai sensi dell’art. 36 D.P.R. n. 380/01 o come varianti in corso d’opera che comportano modifiche alle strutture portanti della copertura, escluse le varianti di assestamento di cui art. 22, comma 2, D.P.R. n. 380/01. Sono esclusi gli interventi edilizi da eseguire senza alcun titolo abilitativo, art. 6 della legge regionale n. 37/85.

Art. 4 Elaborato tecnico delle coperture

L’elaborato tecnico delle coperture:

– integra il fascicolo dell’opera, di cui all’art. 91, comma 1, lettera b) e all’allegato XVI del D. Lgs. n. 81/08;

è redatto da un professionista abilitato, con documentata esperienza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e abilitato allo svolgimento del ruolo di coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione e la realizzazione dell’opera, ex articoli 91 e 92 del D. Lgs. n. 81/08, o al ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ex articolo 32 del D. Lgs. n. 81/08;

– è presentato all’Amministrazione competente all’atto di presentazione della documentazione per la richiesta di cui all’art. 5; – è aggiornato durante il corso dei lavori e completato entro la fine dei lavori. L’elaborato tecnico delle coperture, in relazione alle diverse fattispecie di cui al successivo articolo 5, deve avere i seguenti contenuti ed allegati:

a) elaborati grafici in scala adeguata in cui sono indicate le caratteristiche e l’ubicazione dei percorsi, degli accessi, degli elementi protettivi per il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture;

b) relazione tecnica illustrativa delle soluzioni progettuali, nella quale sia evidenziato in modo puntuale il rispetto delle misure di prevenzione e protezione di cui al successivo articolo 7. Nel caso di adozione di misure di prevenzione e protezione di tipo provvisorio la relazione deve esplicitare le motivazioni che impediscono l’adozione di misure di tipo permanente, nonché le caratteristiche delle soluzioni alternative previste nel progetto;

c) planimetria in scala adeguata della copertura, evidenziando il punto di accesso e la presenza di eventuali dispositivi per l’accesso o di protezione collettiva, specificando per ciascuno di essi la classe di appartenenza ed il numero massimo, presunto, di utilizzatori contemporanei;

d) relazione di calcolo redatta da un professionista abilitato, contenente la verifica della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle azioni trasmesse dagli ancoraggi e il progetto del relativo sistema di fissaggio, ovvero attestazione del professionista che tali elementi sono parte integrante del calcolo esecutivo degli elementi strutturali;

e) certificazione del produttore di dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto eventualmente installati, secondo le norme UNI vigenti;

f) dichiarazione di conformità dell’installatore riguardante la corretta installazione di eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto, in cui sia indicato il rispetto delle norme di buona tecnica, delle indicazioni del produttore e dei contenuti di cui alle lettere b) e c);

g) manuale d’uso degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati, con eventuale documentazione fotografica;

h) programma e registro di manutenzione degli eventuali dispositivi di ancoraggio, delle linee di ancoraggio e/o dei ganci di sicurezza da tetto installati, volti a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Art. 6 Cause ostative

La mancata presentazione degli elaborati di cui all’articolo 4, lettere a) e b) costituisce causa ostativa al rilascio della concessione edilizia o D.I.A. o autorizzazione ed impedisce, altresì, l’utile decorso del termine per l’efficacia della denuncia di inizio dell’attività.

La mancata presentazione degli elaborati di cui all’articolo 4, lettere a), b), c), d), e) ed f) costituisce causa ostativa al rilascio della concessione in sanatoria di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 e la legge 23 dicembre 1994 n. 724, art. 39 commi 1° e seguenti.

La mancata presentazione degli elaborati di cui all’articolo 4, lettere a), b), c), d), e) ed f) costituisce altresì causa ostativa al rilascio del certificato di agibilità/abitabilità.

La mancata presentazione al comune di copia del fascicolo di cui all’art. 91, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., nei casi in cui è prevista la redazione, costituisce causa ostativa al rilascio del certificato di abitabilità/agibilità.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

  • Per qualsiasi lavoro con pericolo di caduta dall’alto da effettuare all’interno di complessi immobiliari è fatto obbligo di attenersi a quanto richiesto dal decreto sopra menzionato e comunque alle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 81/2008.

  • Si ricorda che l’infortunio mortale sui luoghi di lavoro è sanzionato, dal c.p.p., come omicidio colposo.

  • Il committente che non richiede e controlla l’implementazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro può essere accusato di correità.

  • Il datore di lavoro (Amministratore condominiale rappresentante dei condomini proprietari) è soggetto a sanzioni penali per infortuni sui luoghi di lavoro dei lavoratori dipendenti: custode, giardinieri etc.

  • Il custode del complesso immobiliare che effettua sopralluoghi e/o interventi su tetti a lastrico solare e simili deve osservare procedure di prevenzione e protezione che sono a carico e responsabilità dell’Amministratore dell’immobile.

Articolo redatto da Ing. Marcello Chiri, esperto in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, R.S.P.P. di aziende e coordinatore della sicurezza per cantieri temporanei o mobili in fase di progettazione ed esecuzione.

 

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